See you soon


mercoledì, 26 agosto 2009

Parto per gli Stati Uniti, signori (again). Spero di poter aggiornare da là, connessione permettendo, ma non ci spero troppo... Ci vediamo il 10, dunque. See ya!

{ diario di una dama }

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Still alive


lunedì, 27 luglio 2009

E' tanto, troppo, che non scrivo nulla qui. Potrei raccontarvi mille cose, certo, dato che la mia vita ha ripreso ad impegnarmi a tempo pieno, eppure al contempo altre mille le confinerei in quel limbo che è il non detto e non voglio. Segreti, minuzie, piccole meschinità, vittorie, sconfitte, attimi intensi rimarrebbero al di fuori di queste pagine e non mi sento di far loro questo torto.

Quindi ringrazio solamente. Perchè c'è chi sorride e ride e piange con me, chi porta pazienza, chi mi riprende, chi mi ama, chi mi difende. Sono queste le persone di cui ho bisogno.


Ora, vi giuro, smetterò di essere sdolcinata e vi prometto che al mio ritorno vi regalerò una dose di acidità senza pari parlandovi di false amiche e colleghi rompiscatole. Per il momento, tuttavia, accontentatevi della buona notte di una dama assonnata.


{ parole mie, affinità elettive, diario di una dama, psicanalismi }

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Live, Post Live e Manette.


domenica, 14 giugno 2009

La mia accidia raggiunge ogni giorno livelli inaspettati, sono costretta ad ammetterlo, dato che sono secoli (una settimana, in verità) che mi riprometto un post sul live e continuo a procrastinare. Anzi, procrastinerò anche ora, rimandandovi al breve resoconto della mia metà mora, che come potete notare è molto più diligente della qui presente metà bionda. Il fatto che siamo un mostro bicefalo mi assolverà in sede legale, ne sono certa.
Dirò solo che con le lenti grigie riesco ad inquietarmi da sola (creepy) e che ho ricevuto in dono due (DUE) paia di manette  rosse. E dire che avevo di me stessa una percezione biondosamente angelicata, perdonerete lo stupro dell'italiano che ho appena messo in atto.
Ricollegandomi al mio ultimo -lunghissimo- intervento, sono miracolosamente riuscita ad evitare con stile la maggior parte degli uomini ormonalmente instabili di mia conoscenza, finendo in verità per prendermi a mia volta una bella sbandata (ricambiata) per un avvenente lodigiano di un paio d'anni più giovane della sottoscritta. Ora, non starò diventando una di quelle vecchiarde che concupiscono giovincelli?

Vi lascio con una serie di ringraziamenti che so essere oscuri (a meno che non siate stati tra gli eletti che hanno preso parte alla sessione di gdr di cui sopra) ed una foto con intruso. Torno alla mia nullafacenza, adieu.

Grazie all'ospitalità squisita di Alessia, alle rune, a Ninni che è insostituibile, a radio Vuppì, al Cruciverbone da mentali 1, alla piscina gelida, al pesce quasi pescato da flow, a Blake e allo spavento che s'è preso (la prossima volta mi metto la maschera al cetriolo così svieni), a Jack perchè è stato breve ma intenso, alla tempesta di schiaffi, alla morte di Aristarco raccontata the day after, alle manette di pelo rosso in numero di due, a tutta la birra che ho scroccato ad Ago (quando vieni ad Udine mi sdebito, promesso), a Saretta erchè è lei e perchè mi ha truccata benissimo, al collodio che ancora non se ne è andato, alle mie lenti a contatto, al fatto che io e Ninni siamo un mostro bicefalo (e velinoso), al mio autista, alla sfida delle 200 parole (vinta o persa?), a Bea Santa subbbito, all'assenzio di Eva *_*, ai gomiti esposti a destra e manca nelle foto del live, ai Rayban del lobo loco e a tutto il resto direi, alle chiacchierate da liceali, agli sms, alla fiaschetta di Fred e ai suoi timori riguardo alla quantità di alcol presente in zona live, all'alcol suddetto, alla canna che ho preteso, al fatto che Cri mi deve una giocata, alle cravatte rosa e a quella rossa di Aristarco che mi piace un bel po', ai miei abiti abbandonati in giro, a Padre Maronno de noialtri, al Tormentone, al cartellone del Tormentone, a chi ha fatto foto in cui sono venuta decentemente, alle interviste doppie e a "De Santis non state facendo una proposta di matrimonio, rialzatevi", alle coccole, ai massaggi di Nait, alla piada, alla torta e ai vestiti stupendissimi che si sono visti, alle passeggiate al lago, allo spetteguless, ai px e ai master cattivi.




{ affinità elettive, wunderkammer, diario di una dama, maschere e teatranti, icone e specchi }

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Life in grey


domenica, 24 maggio 2009

Vi è mai capitato di avere talmente tante cose da dire da finire per desiderare solo il silenzio più completo? Di avere talmente tanto rumore intorno, del più fastidioso e stridente, da scegliere di rifugiarvi in un luogo vostro, intimo, distante? Bene, in questi ultimi tre mesi questa è stata la norma.

Ora, signori, mi rendo perfettamente conto di aver promesso giorni or sono (settimane, in verità, ma sssh, non diciamolo ad alta voce) un aggiornamento di questo blog che andasse al di là di una citazione o di un'immagine e che parlasse almeno un poco della vita di yours truly, ma ho sperimentato una sorta di writer's block che mi impediva fisicamente di sedermi davanti al pc e scrivere di me.
Probabilmente (e mi sto psicanalizzando al solo fine di trovare una buona scusa, quindi abbiate pazienza e seguitemi per un momento) il fatto che la mia vita si sia lentamente desaturata negli ultimi mesi, acquisendo toni di grigio sempre più deludenti e preoccupanti, è stato determinante in tal senso. E non parlo di tranquillità priva di eventi rilevanti, a questo potrei anche pensare d'essere abituata, quanto più di una sorta di disagio esistenziale (spleen, potrei definirlo, le pose decadenti mi riescono sempre maledettamente bene).
La laurea mi ha lasciata per qualche tempo come vagamente svuotata ed anche il viaggio a New York, per quanto stupendo, è stato per certi versi un fallimento a livello interpersonale: giuro, per i miei prossimi viaggi voglio un compagno che non si lamenti se mi esalto per delle urne greche antiche o decido di guardarmi tutti i quadri del metropolitan museum senza alcuna sosta, che non mi consideri pazza se entro in una libreria e ci trascorro più di mezz'ora e soprattutto che abbia la decenza di non tentare di farmi sentire in colpa se le nostre vedute non coincidono (anche perchè ho un ego enorme, è davvero difficile, molto molto difficile, che io accetti di avere torto).

Ad ogni modo, conclusasi la breve parentesi newyorkese, mi sono ritrovata immersa fino al collo in una routine stressante fatta di litigate con mia madre e principi di esaurimento nervoso per via del mio rapporto non  esattamente idilliaco con quelle vipere dei miei colleghi, amene personcine che quando non sparlano alle tue spalle tentano immancabilmente di rifilarti compiti che sarebbero loro o responsabilità di errori che non puoi materialmente aver commesso. Gente simpatica, insomma.
Mi riferisco, per chi si fosse perso qualche puntata, alla mia unica fonte di reddito, ovvero il mio impiego come cameriera/barista/donnina sorridente che vi serve da bere anche quando siete degli assurdi rompiscatole esigenti sull falsariga del "per favore potrei avere un po' di limone in quest'acqua di rubinetto che non pagherò?".
Unico punto a favore pare sia la mia rinnovata capacità di risultare sempre essere assolutamente adorabile, il che mi porta a rivalutare in positivo le mie qualità sociali: tranquilli, sono ancora elitaria e misantropa, solo lo nascondo quasi perfettamente.

Tralasciando comunque il mio desiderio di diluire arsenico nelle bevande dei due simpaticoni che mi lavorano a fianco e calmanti nei piatti dei due pizzaioli, fin troppo invasivi con le proposte indecenti alla cameriera bionda di turno (che sarei io), pare che in questo periodo lo sport nazionale sia diventato tentare di portarsi a letto la sottoscritta. Ora, io vorrei davvero stare scherzando. Ho passato ore a drogarmi di pensieri positivi (cieli azzurri, prati verdi, erba appena falciata, la morte lenta e dolorosa dei due di cui sopra) per evitare crisi d'acidità e conseguenti rispostacce a complimenti indesiderati, ma i risultati sono stati ben scarsi.
Persino il matematico, persona che consideravo non troppo passionale od istintiva, mi ha inviato tre giorni fa un sms in cui mi chiedeva come mai io e lui non fossimo ancora finiti a letto (corvo che gracchia, balla di fieno, Eleonora pensa ad un modo gentile per comunicare il semplice messaggio: "potevi pensarci prima, caro").
Vi risparmierò altri agghiaccianti resoconti, salvo per una singola domanda a cui spero sappiate rispondere almeno voi: perchè quando dico ad una donna che ha un bel seno non pensa automaticamente che me la voglio portare a letto mentre per un uomo la frase "Ma vai anche tu al matrimonio di tale amica, potremmo farci il viaggio assieme" riesce a sottointendere un "potrei anche dartela dato che ci sono"?
Vorrei tanto tornare ai tempi in cui flirtavo con i ragazzi. Almeno potrei smettere.
Anche la mia lillità comincia a risentirne, è tremendo, tra poco comincerò a vedere riferimenti sessuali ovunque e mi trasformerò in Aphrodite dei Pesci.


Chiudendo (ma non del tutto) questa tristerrima parentesi, questi ultimi giorni sono stati anche caratterizzati da una serie di inaspettati ritorni.
Parliamo ad esempio di tale R.C., un mio ex compagno delle elementari. Avete ben chiaro il concetto di "nemesi"? Ecco, lui era la mia. Un bulletto dal cervello menomato che si divertiva ad infastidire me, che ero ovviamente la più brillante della classe, accanita lettrice, scrittrice in erba ed aspirante proprietaria di un ego di dimensioni considerevoli. Facevo le elementari ed ero pucciosa. Lui invece era un teppista.
Stasera stavo innocentemente spinando birra quando improvvisamente si è palesato dietro il banco un bel biondo dagli occhi di ghiaccio, alto, prestante, profumo delizioso, espressione decisa (insomma, un Gary Stu in piena regola) e con qualcosa di stranamente familiare inciso nei tratti del viso. Indovinate come mai?
Il dubbio ha avuto vita breve anche nella realtà, in vero, dato che abbiamo scoperto le rispettive carte dopo neppure cinque minuti di occhiatine di sottecchi (altro che le agnizioni del mito, Edipo ci fa un baffo): sarà che all'età di nove anni io su quella faccia ci avrei volentieri giocato a freccette, sarà che evidentemente non sono cambiata più di tanto, ci siamo ritrovati a parlare del suo lavoro di organizzatore di feste (pare sia un lavoro, sì), del mio impiego di barista e del fatto che gli sarebbe piaciuto vedermi alla festa di stanotte. Il mondo sta girando al contrario, dato ho avuto una mezza idea di accettare. Non l'ho fatto solo perchè ormai, ed è la ciliegina sulla ricca torta che vi offro stanotte sotto forma di lungherrimo post, ho ufficialmente trovato l'uomo della mia vita. L'incarnazione della perfezione.
Ok, non proprio, a voler essere del tutto sinceri. E' fidanzato. Ed è dell'Ariete. Ma per il resto credetemi non ha un difetto che sia uno (e dopotutto le fidanzate non sono per sempre).
Ma tanta perfezione incarnata in un quasi vicino di casa che non vedevo da quando avevo 18 anni merita un post a parte. E potrebbe persino giungere prima della fine dell'estate...potrebbe.


{ parole di altri, di amore e dei suoi delitti, diario di una dama, di melancolia e di altri mali }

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Enigma


lunedì, 18 maggio 2009

Sfinge: "C'è un enigma nella tua vita, qual è?"

Edipo: "Non so, non voglio saperlo"

Sfinge: "E' inutile. L'abisso in cui mi spingi è dentro di te."


Pasolini - Edipo Re


Non c'è abisso più profondo di quello che ci portiamo dentro.
Non c'è enigma più complesso di quello che inventiamo per noi stessi.


{ parole di altri, parole mie, pensieri in prosa, maschere e teatranti, letterariamente, icone e specchi }

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La prima regola del fight club è che non si parla del fight club.


sabato, 09 maggio 2009

"I've met god across his long walnut desk with his diplomas on the wall behind him, and god asks me, 'Why?'"
"'Why did I cause so much pain?'"
"'Didn't I realize that each of us is a sacred, unique snowflake of spiritual unique specialness?'"
"'Can't I see that we're all manifestations of love?'"
"I look at God behind his desk, taking notes on a pad, but god's got this all wrong."
"We are not special."
"We are not crap or trash either. We just are."
"We just are, and what happens just happens."
"And God says, 'No, that's not right.'"
"Yeah. Well. Whatever. You can't teach god anything."
"What's worse? Hell of nothing?"
"Where would Jesus be if no one had written the gospels?"
"That old saying, you always kill the one you love, well look, it works both ways."
"I toungue the barrell to the side of my cheek and say, Tyler, you're thinking of vampires."
"We just are."


Fight Club





Un libro che è un pugno nello stomaco. Un viaggio nella follia moderna dell'uomo medio, nella sua disperazione, nella sua rabbia, nella sua disillusione.



{ parole di altri, pensieri in prosa, letterariamente }

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frammenti di specchio


mercoledì, 29 aprile 2009

Gli antichi costruirono Valdrada sulle rive d’un lago con case tutte verande una sopra l’altra e vie alte che affacciano sull’acqua i parapetti a balaustra. Così il viaggiatore vede arrivando due città: una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta. Non esiste o avviene cosa nell’una Valdrada che l’altra Valdrada non ripeta, perché la città fu costruita in modo che ogni suo punto fosse riflesso dal suo specchio, e la Valdrada giù nell’acqua contiene non solo tutte le scanalature e gli sbalzi delle facciate che s’elevano sopra il lago ma anche l’interno delle stanze con i soffitti e i pavimenti, la prospettiva dei corridoi, gli specchi degli armadi.

Gli abitanti di Valdrada sanno che tutti i loro atti sono insieme quell’atto e la sua immagine speculare, cui appartiene la speciale dignità delle immagini, e questa loro coscienza vieta di abbandonarsi per un solo istante al caso e all’oblio. Anche quando gli amanti danno volta ai corpi nudi pelle contro pelle cercando come mettersi per prendere l’uno dall’altro più piacere, anche quando gli assassini spingono il coltello nelle vene nere del collo e più sangue grumoso trabocca più affondano la lama che scivola tra i tendini, non è tanto il loro accoppiarsi o trucidarsi che importa quanto l’accoppiarsi o trucidarsi delle loro immagini limpide e fredde nello specchio.
Lo specchio ora accresce il valore delle cose, ora lo nega. Non tutto quel che sembra valere sopra lo specchio resiste se specchiato. Le due città gemelle non sono uguali, perché nulla di ciò che esiste o avviene a Valdrada è simmetrico: a ogni viso e gesto rispondono dallo specchio un viso o gesto inverso punto per punto. Le due Valdrade vivono l’una per l’altra, guardandosi negli occhi di continuo, ma non si amano.

 

Italo Calvino, Le città Invisibili

 




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Non riuscire a pensare ad altro


mercoledì, 08 aprile 2009

Sì, sono ancora viva, non temete, semplicemente ho in mente troppi progetti e di tempo per scrivere su questo blog ne è rimasto ben poco. Sto leggendo molto e nella lettura (così come nella scrittura) ho trovato un conforto insperato: quando si abbandona una passione si pensa sempre che ci sarà in qualche modo ostile, nel momento del riavvicinamento.

Ad ogni modo prometto di farvi leggere qualche mio pensiero newyorese, insieme a qualche scatto naturalmente. Vi lascio, per ora, con un omaggio inusuale a Rimbaud





{ parole mie, icone e specchi }

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Of God and Man


lunedì, 30 marzo 2009



 

"Ogni piccola cosa ucciderà le grandi
Il libro ucciderà altari e cattedrali
La stampa imprimerà la morte sulla pietra
La Bibbia sulla Chiesa e l'uomo sopra Dio"

New York - Photo and editing by yours truly


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Bye bye folks!


mercoledì, 18 marzo 2009

Signori, parto. New York, i suoi grattacieli e le sue insegne al neon mi attendono. La mia macchina fotografica è pronta per immortalare questa mia trasferta americana. Abbiate fiducia, tornerò.

Vi lascio con alcune parole che ho fatto profondamente mie

"Cresciuta nelle favole, si era battuta con le favole e sapeva che erano invincibili"
ROBERTO CALASSO - Il giavellotto dalla punta d'oro


{ parole di altri, parole mie, wunderkammer, diario di una dama, letterariamente }

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Biondità Coronata di Lauro


venerdì, 13 marzo 2009

Orbene, signori, finalmente posso dire di aver concluso questo ciclo breve di studi, seppur al prezzo di prezioso tempo perso, stanchezza indescrivibile ed uno stomaco da rottamare (grazie tendenza a somatizzare). Peraltro sono così abituata a fare le ore piccole per la tesi che non sono materialmente in grado di prendere sonno prima dell'una. Temo mi inseriranno presto di diritto tra le nuove specie di panda, ormai le occhiaie sono parte di me, il correttore può ben poco.
Ma ho finito. 110, alla faccia del presidente di commissione (che è riuscito a contestarmi persino la definizione di ossimoro). Peraltro, in sede di discussione, non solo sono state scattate alcune fotografie, ma sono state prodotte persino prove audiovisive della bastardaggine del presidente di cui sopra ,prove che provvederò personalmente ad inviare al Tribunale per i diritti dell'uomo. Sarà divertente (?), ad ogni modo, riascoltare il mio stream of consciousness estemporaneo, sempre più confuso dopo ogni interruzione.



Appena superate(hopefully) le difficoltà burocratiche della mia sempre amenissima università ho deciso che mi dedicherò alla lettura (ho finito Nessun Dove di Gaiman ieri invece di ripassare, quindi direi che mi ributterò sulla Fallaci), ai viaggi e al relax. E alla fotografia, naturalmente, dato che mi è stato regalato il presente gioiellino fotografico *AMA* Sono una donna felice. Stressata e felice, sì, e non è un ossimoro.


The old woman took the umbrella, gratefully, and smiled her thanks. "You've a good heart," she told him. "Sometimes that's enough to see you safe wherever you go." Then she shook her head. "But mostly, it's not."

Neil Gaiman - Neverwhere





{ diario di una dama, letterariamente }

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Libri, guanti e nuovi layout


giovedì, 05 marzo 2009

Era da tempo che meditavo seriamente sulla possibilità di unirmi alla battaglia libresca scatenata da due Gold Saint a caso (namely Pisces e Scorpio, quei guerrafondai), impegnati, come è noto, nella loro personalissima e sanguinosa Guerra dei Mille Anni a colpi di Guru Guru Pon-Chan* ed altre simili bassezze. Poichè in occasione della loro visita qui in Jamir Friuli i miei augusti guanti rosa sono stati utilizzati impropriamente al fine di lanciare sfide a caso temo di non potermi più sottrarre alla pugna /doppiaggio storico e sarò dunque costretta ad impegnarmi della lettura di 50 (!!!) libri nel corso di questo 2009. Avendone già letti alcuni in passato, mi impegnerò a sostituirli con romanzi casuali a mia scelta, anche in considerazione del fatto che siamo già a marzo ed io mi laureo la prossima settimana, quindi potrei essere costretta ad abbandonare per sopravvenuta morte cerebrale. Anyway, I'm in.
Per inaugurare questo periodo di novità ho deciso peraltro di rinnovare il layout ispirandomi ad un passo Shakesperiano da me follemente adorato  e che ben si sposa con certi miei mood pseudo tragici.
Speriamo bene...dopotutto questo per me sarà l'anno del carro (o almeno così sostiene Crowley e quell'uomo mi fa imbizzarrire tantissimo).

*Per voi un riferimento iconografico (dedicato ad un pubblico maturo)

The List

Dumas – Il Conte di Montecristo (2)
Dumas (figlio) – La Signora delle Camelie
Hugo – Notre Dame de Paris
Hugo – L’uomo che ride
Dostoevskij – I Demoni
Dostoevskij – L’Idiota (2)
Balzac – Papà Goriot  
Mann – Romanzi brevi (3)
                               Tristano
                               Tonio Kroger
                                La Morte a Venezia
Goethe – Le Affinità Elettive
Pavese – Il diavolo sulle colline
D’Annunzio – Il Piacere
D’Annunzio – Il Trionfo della Morte
Flaubert – L’educazione sentimentale
Calvino – Le città invisibili
Calvino – I nostri Antenati (3)
                             Il Visconte dimezzato
                             Il cavaliere inesistente
                             Il Barone rampante
Adams – La Collina dei conigli
Anais Nin – Il Delta di Venere
Benni –  La Compagni dei Celestini
Benni - Achille piè veloce 
Màrquez – Occhi di cane azzurro
Màrquez - L'autunno del patriarca
Marlowe – Faust 
Palahniuk  - Cavie
Palahniuk  - Fight Club
Lindqvist -  Lasciami entrare
Dario Fo – L’Amore e lo sghignazzo
Terzani – Un indovino mi disse
Hosseini – Il cacciatore d’aquiloni
Gaiman – Stardust
Nothomb – Né di Eva né di Adamo
Takahashi – Sayonara Ganster
Conrad – Cuore di tenebra
Petronio – Satyricon
Barbery – L’eleganza del riccio
Roy – Il Dio della piccole cose
Tolstoj – Anna Karenina
Aristofane – Commedie (4)
                            Aracanesi
                            Cavalieri
                            Nuvole
                            Veste
                            Pace
                            Gli uccelli
                            Tesmoforiazause
                            Lisistrata
                            Le rane
                            Ecclesiazuse
                            Pluto
Eugenides – Middlesex
Holderin – Iperone
Miller – Il tropico del Cancro
Russell – Il collegio di S.Lucia


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My fair lady

La belle dame, ventiduenne, anglofila, traduttrice ed autrice, esteta melanconica, egocentrica, Sua Biondità.
Cancro, dunque mortalmente permalosa: Handle with care. Mu di Aries quando capita ed ultimamente capita spesso.
Ama l'arte in ogni suo aspetto e spende gran parte del suo tempo tra roleplaying, fangirling e grafica. Fin dalla tenera infanzia persevera nel sostenere di essere nata nell'epoca sbagliata, il che spiegherebbe la sua passione per corsetti, cammei ed altre amenità ottocentesche e liberty. Datele cioccolato e vi amerà ♥

Evasion of Self


Random Amusing Tidbits




So to speak

brianmortimer in Still alive
gazzadipensieri in Still alive
ShinjiFujiwara in Still alive
Wolfghost in Live, Post Live e Ma...

Bookmarks

Time Present & Time Past

What blondes want

uno scrittoio in legno

una parrucca lilla

un ritratto

un anello in oro bianco

un libro con dedica

una stilografica

inchiostri colorati

i tarocchi di Crowley

i tarocchi Art Nouveau


i tarocchi Visconti-Sforza


un abito vittoriano

un pendente a forma di luna

un paio di Rayban

una stampa di Mucha

Violent Delights

Cinquanta libri in un anno: la sfida

Dumas – Il Conte di Montecristo (2)
Dumas (figlio) – La Signora delle Camelie
Hugo – Notre Dame de Paris
Hugo – L’uomo che ride
Dostoevskij – I Demoni
Dostoevskij – L’Idiota (2)
Mann – Romanzi brevi (3)
Tristano
Tonio Kroger
La Morte a Venezia
Pavese – Il diavolo sulle colline
D’Annunzio – Il Trionfo della Morte
Flaubert – L’educazione sentimentale
Calvino – Le città invisibili
James - Ritratto di signora
Adams – La Collina dei conigli
Anais Nin – Il Delta di Venere
Benni – La Compagni dei Celestini
Benni - Achille piè veloce
Giordano – La solitudine dei numeri primi
Màrquez - L'autunno del patriarca
Marlowe – Faust
Palahniuk - Cavie
Palahniuk - Fight Club
Lindqvist - Lasciami entrare
Dario Fo – L’Amore e lo sghignazzo
Terzani – Un indovino mi disse
Hosseini – Il cacciatore d’aquiloni
Gaiman – Stardust
Gaiman – American Gods
Gaiman – Anansi Boys
Gaiman - Neverwhere
Nothomb – Né di Eva né di Adamo
Takahashi – Sayonara Ganster
Conrad – Cuore di tenebra
Petronio – Satyricon
Barbery – L’eleganza del riccio
Roy – Il Dio della piccole cose
Tolstoj – Anna Karenina
Aristofane – Commedie (4)
Aracanesi
Cavalieri
Nuvole
Veste
Pace
Gli uccelli
Tesmoforiazause
Lisistrata
Le rane
Ecclesiazuse
Pluto
Eugenides – Middlesex
Holderin – Iperone
Miller – Il tropico del Cancro
Russell – Il collegio di S.Lucia
Fallaci - il sesso inutile

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